Levania - numero 6

   

       

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Presentazione di Levania - rivista di poesia / numero Sei

Dall'editoriale di Eugenio Lucrezi
 
Picture yourself…
 
..in a boat on a river, with tangerine trees and marmelade sky. È con questo invito che inizia la celebre canzone dei Beatles ispirata a un disegno della piccola Lucy, compagna d‘asilo di Julian Lennon, capolavoro della nascente psichedelia farcito di figure cadute, da immaginario a immaginario, dai racconti di Lewis Carroll, autore attaccato all‘infanzia, ed in particolare al ritratto fotografico di bambine ambientato in luoghi d‘incanto, in affezione esclusiva e posizionata nello spazio crepuscolare che si estende tra le illuminate stanze dell‘educazione e la buia foresta dell‘orco. Lucy in the sky with diamonds è la terza traccia dell‘album Sgt. Pepper Lonely Hearts Club Band pubblicato nel 1967, negli stessi giorni in cui Andy Warhol lavora alla sequenza delle Marilyn Monroe, considerata da subito prototipo eclatante di statuizione pop dell‘immagine nell‘epoca dell‘estetica massificata. Mentre l‘invito ad autoritrarsi della canzone di Lennon, iscritto com‘è nel luogo d‘incanto del perturbante, non esorbita dai cerchi tradizionali del ritratto e dell‘autoritratto moderni intesi come indagine sul soggetto, la sequela warholiana sancisce la destituzione del ritratto sia dall‘ambito privilegiato dell‘elezione (di una particolare anima, di un particolare status sociale) che da quello, posizionato all‘inverso polo simmetrico, individuabile in quella procedura di vero e proprio smascheramento che è la caricatura: «che funziona come sgonfiamento di una certa anima» (così Gianni Celati nel 1976 in uno scritto su maschera e ritratto che possiamo leggere in un recente libro intitolato Animazioni e incantamenti, pubblicato dall‘editore L‘orma). Le Marylin non sono ritratti d‘elezione e non sono ritratti caricaturali; non sono nemmeno maschere (scrive ancora Celati che la maschera è il ritratto prima che «la nuova società abbia l‘idea che l‘uomo è proprio quello lì»). Sono immagini che, tolta l‘anima sublime e pure il corpo vergognoso e/o desiderato, si trasformano in icone molto diverse da quelle della tradizione religiosa; immagini non individuate, non sgonfiate, non antonomasiche; prodotti destinati al consumo freddo di masse costipate dall‘abolizione, appunto, dell‘anima, del corpo, del tipo. Antesignane e omologhe della marea di selfie che, dopo mezzo secolo, satura oggi i dischi fissi dei computer e le memorie di miliardi di dispositivi mobili...(segue)
 

 

Indice

Editoriale di Eugenio Lucrezi

                        Nessuno in mostra

                        Insignificanza

                        Mariano Baino

                        René Corona

                        Enzo Rega

                        Antonio Pietropaoli

                        Paolo Valentino

                        Emanuele Canzaniello

                        Vera D'Atri

                        Camila Charry Noriega, Antonio Nazzaro

                        Marco De Gemmis, Eugenio Lucrezi

                        Deborah Woodard, Albert Sbragia, Dario De Pasquale

                        Daniela Capalbo, Emmanuel Di Tommaso

                        Bruno Di Pietro, Luigi Filadoro

                        Francesco Aprile

                        Mimmo Grasso

                        Leonardo Sinisgalli

 

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