Levania - numero due

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Presentazione di Levania - rivista di poesia / numero Due

Densità della materia e densità poetica o, al contrario, l’immateriale e il vuoto sono il nucleo fondante della realtà e del discorso poetico? Questa la domanda da cui prende le mosse l’editoriale per attraversare i testi di questo numero.

Ne le scritture la levità sonora di Morten Søndergaard si adagia sulla domanda radicale “Dove inizia il mondo?”, su un equilibrio instabile di cartelli scritti o barrati, sull’indefinizione dell’ovunque, di una parola in mezzo a una frase.

And makes me end where I begun. di Carmen Gallo è una Riscrittura a due voci di “A Valediction: Forbidding Mourning” di John Donne. Non traduzione ma avvicinamento, avvitarsi nella parola dell’altro per dire dal suo interno. Ha compattezza metaforica la poesia di Liliana Ugolini che interiorizza i poli opposti, l’io e l’altro attraverso lo specchio, che si inoltra con lo strumento dell’ironia verso ciò “che resta impossibile da sapere”. La discesa di Jacopo Ricciardi è inabissarsi della lingua poetica nella ritualità dell’accumulo: parole si sommano tra loro con l’obiettivo di raggiungere la nudità essenziale. La scrittura diventa “caccia”.

Gli artisti (in questo numero la sezione si declina al plurale) si attraggono e si dispongono intorno a nuclei di luce, per “densità certificata e certa”. Poema scintillante (con una interessante storia di recupero dall’oblio da raccontare) quello di Marzio Pieri, scritto a posteriori, per il Piedigrottesco 2009 di Giovanni Fontana e Luca Salvadori, ripresa/reinvenzione della Piedigrotta cangiulliana del 1913. Il Notturno di Giovanni Fontana: poesia e quattro tavole che dalla poesia prendono nome. E ancora, saettano i rossi fulmini dell’artista Mathelda Balatresi ritratta in una foto del 1988. Per lei, per i suoi fulmini, Luciano Caruso compone J’aime le brut de la foudre riportato nel nostro numero nella sua versione originale e accompagnato da una lettera manoscritta del poeta.

Le recensioni riflettono sui volumi di Luca Benassi (Di me diranno), Stefano Dal Bianco (Prove di libertà), Mariella Bettarini (Avvenga che canti), Roberta Sireno, (Fabbriche di vetro), Raffaele Ragone (La ruggine degli aghi), Amedeo Anelli (Contrapunctus), Luigi Fontanella (Bertgang. Fantasia onirica), sull’antologia (a cura di Marco De Gemmis e Ferdinando Tricarico) Alter ego. Poeti al MANN.

 


 

Indice

LEVANIA rivista di poesia numero due, novembre 2013

contiene…

Editoriale

 

La sezione Le scritture:

Bruno Berni per Morten Søndergaard, Una poesia di suono e movimento: il traduttore (anche di Hans Christian Andersen) ci introduce alla vita e alle opere di uno dei più importanti autori danesi contemporanei.

Morten Søndergaard, Digte / Poesie. Una poesia che danza tra memoria del classico e stupore naturale.

Paola Nasti per Carmen Gallo, Vietato piangere: una lettura filosofica di genere femminile esattamente sincronizzata con la poesia che racconta.

Carmen Gallo, “And makes me end where I begun.” Riscrittura a due voci di “A Valediction: Forbidding Mourning” di John Donne. Un viaggio in versi attraverso il tempo e la lingua, la filologia e il batticuore.

Marisa Papa Ruggiero per Liliana Ugolini, Figure sapienti oltre il vetro. Una poetessa descrive, utilizzando le maschere del linguaggio, un’osservatrice di volti.

Liliana Ugolini, Sono osservatrice di volti: un vivace teatro dei versi tra festa espressiva ed epifania dell’incontro.

Mario Fresa per Jacopo Ricciardi, Una scrittura al confine del silenzio: una scrittura critica che prende forma per spoliazione, in affinità di poetiche.

Jacopo Ricciardi, da “La discesa”: versi lunghi, scoscesi nell’antico e inerpicati nel fantastico.

 

La sezione Gli artisti:

Marzio Pieri, Pierighrottesco / Quest’anno si parlerà. Il poema futurista di un illustre barocchista.

e.l., noticina tra Pieri e Fontana. Proprio nel senso che discretamente s’accomoda fra i due…

Giovanni Fontana, Notturno e tavole: un grande poeta della voce e del corpo, tra poesia lineare e verbo-visiva.

Marco De Gemmis, per una poesia di Luciano Caruso dedicata ai “Fulmini” di Mathelda Balatresi: uno storico dell’arte (immerso nell’antico fino al collo) a caccia di documenti della contemporaneità.

Mathelda Balatresi, I fulmini: ovvero l’Athena / Mathelda in armi per vendicarsi.

Luciano Caruso, J’aime le bruit de la foudre / Cara Mathelda: un quasi-inedito e un mai-edito di un maestro dell’avanguardia.

 

La sezioneLe recensioni:

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Gli autori di questo numero:

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L’Athena/Mathelda con i Fulmini di un inedito "mito balatresiano" che racconta che la dea li aveva strappati a Zeus per attuare qualche suo proposito di vendetta. (Foto di Gio Mangone - 1988)

 

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