Levania - numero uno

Levania numero 1

 

 

 

 

Presentazione

Indice

Materiale extra

 


Presentazione di Levania - rivista di poesia / numero Uno

Un editoriale in forma di dialoghetto intesse le voci di un Redattore e di un Lettore Non Specializzato (LNS) per riflettere sulla poesia che sembra nascondersi, essere troppo in basso (nei diari adolescenziali) o troppo in alto (negli ipermondi poetici) e che sembra escludere proprio il LNS. La poesia non racconta, non persuade ma espone il pensiero nel suo farsi in forme di figure. Il poeta retrocede verso l’origine.

 

Così nelle scritture, la sezione di Levania che raccoglie inediti, torna la forza della parola, grumo di energia trasmutante nelle poesie di Satellite glance di Marisa Papa Ruggiero e nella riflessione profondissima di Flavio Ermini, poeta e narratore, che in Edenica dice della parabola della parola che è in principio smarrimento per poi farsi sentieri che conducono verso l’incendio, suo inaudito annuncio. Maria Grazia Calandrone, tra le voci poetiche più attive e rappresentative del nostro tempo, dedica i suoi testi agli scomparsi, alle vite incontrate nel museo dinamico degli schermi televisivi della trasmissione Chi l’ha visto?; sono le vite sospese tra l’oblio e la memoria in un limbo tra vita e morte. Fuori da tendenze e correnti, capace di nascondere e svelare è, poi, la scrittura metamorfica di Luigi Fontanella. Lucidamente raffinata, capace di penetrare poeticamente la bellezza del testo originale, Recensione in versi e cinque poesie mimetiche…, testo dedicato da Eugenio Lucrezia Viola di morte di Tommaso Landolfi. Un ossessivo conversare quello di Davide Racca, giovane poeta e artista visivo, con corpi e quella parte di verità che rimane di essi nelle piccole frane di cenere con cui la morte anima un ossario.

Una voce poetica del mondo, quello ebraico, sospeso tra la forza della tradizione biblica e il fardello della Shoa, eppure capace di elaborare in autonomia il proprio pensiero anche mescolando tradizioni culturali diverse: è Tsippy Levin Byron, presentata ai lettori attraverso testi originali in inglese (lingua poetica di Tsippy insieme all’ebraico) e nella loro traduzione italiana.

Quattro tavole dell’artista Caroline Peyron, francese ma attiva da oltre trent’anni a Napoli, raccontano l’indispensabile compagnia di scrittori e poeti le cui parole popolano e spesso infittiscono le opere, le fotografie graffiate, dipinte. Il testo letterario, la sua memoria, diventa, al pari di altri materiali, scena, luogo, cosa da ritrarre, materia da rappresentare dal vero.

Infine le recensioni ai volumi più recenti di Anna Maria Carpi, Tomas Tranströmer, Adriano Accattino, Antonella Anedda.

Buona lettura!


Indice

 

LEVANIA numero uno, novembre 2012

contiene...
 
Editoriale, che porge, in forma di dialoghetto tra un “lettore non specializzato” e un redattore della rivista, una riflessione su quello che si può e quello che non si può trovare nella poesia, discorso «che non comunica e non persuade, al limite neanche racconta; piuttosto, espone in forma di figure il pensiero nel suo farsi».

La sezione Le scritture, così articolata:     


Forme del divenire (m.p.r.)                                                                                        
Marisa Papa Ruggiero, Satellite glance.  Si tratta di riconoscere il passaggio di un grumo di energia trasmutante che diciamo parola. Di un’ipotesi di parola che si sporga ad essere ciò che saprà divenire, che dica di sé essendo qualcos’altro o altrove […]                                                         

Flavio Ermini, Edenica. Il sentiero che si smarrisce nel bosco.  In principio c’è lo smarrimento. Poi lo smarrimento diventa cammino, lungo sentieri che conducono verso l’altro principio e il suo inaudito annuncio: l’incendio […]                      

Mario Fresa per Luigi Fontanella, La sorpresa impaziente delle forme
Luigi Fontanella, Due poesie. Inquieta e metamorfica, la poesia di Luigi Fontanella sembra volere allontanarsi da qualsiasi scuola, tendenza o corrente. È una scrittura votata al movimento vorticoso dell’apertura e della possibilità, pronta all’equilibrio e alla rottura, alla confessione e alla fuga, all’agnizione e al nascondimento […]                                                                            

Eugenio Lucrezi, Una recensione in versi e cinque poesie mimetiche per Viola di morte di Tommaso Landolfi. Rieccolo, nell’ingombro delle sue trecento pagine, a quasi quarant’anni dalla prima e fino ad oggi unica edizione, vallecchiana, il gran libro di versi del maggiore prosatore italiano del nostro tempo; eccolo per merito dell’editore Adelphi, che Landolfi lo sta riproponendo per intero [...]                                                        
 
Enza Silvestrini per Maria Grazia Calandrone, Una poesia che ricompone resti
Maria Grazia Calandrone, Gli scomparsi (storie da «Chi l’ha visto?»)  L’esistenza naufragata nell’interregno, nel limbo degli scomparsi per qualche disgrazia o per semplice distrazione. Perché scomparire è in fondo anche questo: lasciarsi sotterrare dal tempo su qualche carrello della stazione, sprofondare in luoghi appartati o prossimi a quello che si è stato […].                                                                               

Marisa Papa Ruggiero per Davide Racca, Di un ossessivo conservare
Davide Racca, da In ossario.  In Racca – artista visivo oltre che scrittore – ciò che colpisce è la qualità di sguardo, il suo direzionarsi oltre le superfici, il suo rilevare, di un corpo, l’ombra portata sul piano («la parte di verità che rimane») più che la sua esposizione
in luce […].                                                                               

Paola Nasti per Tsippy Levin Byron,  Un aspetto semplice e solenne della trasfigurazione
Tsippy Levin Byron, Poems.  La vicenda storica della letteratura ebraica, a partire dal sec. XIX, è del tutto peculiare. Solo nella cultura giudaica, forse, la secolarizzazione è intervenuta così tardi e così intensamente si è servita dello strumento letterario per costituire una visione del mondo distinta da quella religiosa […].                                                                             
                                                       
 

La sezione L’artista, che presenta:   


Marco De Gemmis per Caroline Peyron, L’indispensabile compagnia                                                     
Caroline Peyron, Tavole.  Molto spesso Caroline Peyron introduce parole nelle sue «carte», che in qualche caso sono fotografie disegnate dipinte graffiate: talvolta le proprie parole;
ancor più di frequente quelle dei suoi scrittori – sua indispensabile compagnia–, i poeti in testa [...]                                                                                      
 

L’ultima parte del numero è dedicata a Le recensioni:
 
 
 
 
GLi autori di questo numero:
 
 
 




In questa tavola è una facciata di uno dei Libriartefatti (Baudelaire, Celan, Rilke, Hölderlin, Shakespeare, Pavese, molti altri) di Caroline Peyron: in questo di Emily Dickinson almeno i nomi comuni, con le loro insolite iniziali maiuscole, escono, liberati dalla Peyron, dal raccoglitore in cui la scrittrice tenne nascoste per tutta la vita le sue poesie.

 

 
Copyright Associazione Levania 2013 - All rights reserved.
Invia commenti e suggerimenti a:  levaniapoesia@ gmail.com