Poesie per Levania – 2 – Paola Setaro – Marzo 2019

 

La ferita è sempre qui

e senza suono

mi richiama

mi rincorre,

affonda in giorni remoti

in stagioni sbilanciate.

 

Non temo più

le ore bloccate

mentre mi vedo consegnata

ad un alfabeto straniero,

dove si parla di sangue

di respiro modulato

dove le cellule sono filo spinato

e il tempo una congiura.

 
 

Bianca

calda

ha l’odore di latte inacidito

nasce da un punto ignoto

ma preciso

si fa strada

si sparge

lenta lenta

poi inglobando ogni spazio,

fredda,

si rapprende.

 

Così la immagino la fine.

 
 

Non esiste cornice

che contenga

tutta intera la composizione

poiché c’è sempre qualcosa che sfugge

manca all’appello

e non vuole comparire,

restituendo le cose

a una dimensione sola,

che mai poi incarna quella vera

ma ne è soltanto l’ambigua

crudele proiezione.

 
 

NOTA DI LETTURA

Tre scene di grande intensità, eppure pervase di leggerezza. L’armonia tra sintassi e ritmo non ingabbia i pensieri ma gli dà forma rendendoli tangibili tramite una successione torrenziale di visioni. È interessante in particolare il ribaltamento di quella progressione dal quotidiano all’universale che è così prevalente nella poesia contemporanea: qui si tenta di comprendere la morte, il tempo, la dispersione, attraverso uno sguardo profondo sulle cose.

 

LEVANIA

 
 

Sono Paola Setaro, nata nel 1979 a Napoli, città in cui vivo e in cui lavoro come docente di Lettere. Sto terminando un Dottorato di ricerca in Storia dell’arte moderna, in cotutela tra Napoli e Madrid. Scrivo poesie da pochi mesi, da quando le parole mi sono venute a cercare con una grazia illuminante.

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