FLoriana Coppola – Poesie per Levania – 6 – luglio 2019

 

Sublime sublimare
sub limen e oltre ogni limite
difficile capire cosa significhi
andare in alto: OPEN DOORS
subacquea sospensione, come albero cavo
con una corteccia secca, poi si spacca
il germoglio, dal taglio di una crepa
qualche ciuffo sbecca, cancellare ogni file
resettare, torna in bocca il tuo sapore

Non voglio più che mi comprendi
cancellami subito, cestinami
sub limen la tua mano che fruga
spostare altrove, in un non luogo
Bootstrap, caricamento e accensione
memoria non volatile, inamovibile
fissa come una traccia nel cemento
eppure resta tutto ciò che si è perso
si raggruma in nodi porosi nel sangue
ora circola in un circuito inutile che non sfoga
subsonica tensione / sotterraneo suono
assenza mancanza perdita e poi vuoto che diventa pieno
onda fonica che si stressa sul mio inguine teso
rumore di fondo, residui distillati
mi fa meno specie essere bestia

parlo così del dizionario dei corpi che
diventano angeli, processo disincarnato
così lo voglio chiamare

quello che mi frega è il pudore

 

NOTA DI LETTURA

Un movimento teso tra l’alto, il sublime, e ciò che invece giace nel fondo, sub limine, che nello stesso tempo indica il superamento (o meno) di un confine, o una soglia; un movimento nel quale il suono delle parole intercetta e smista o sovrappone significati in un percorso che attraversa faglie sotterranee la cui eco segnala presenze o assenze in un gioco di pieni e di vuoti, di memoria e smemoramento. Un processo di sublimazione in un doppio significato, quello chimico del cambiamento di stato che da solido diventa direttamente aeriforme – “corpi che diventano angeli” – e quello spirituale dell’elevazione verso un sublime che sia sopra, oltre il contingente e le sue miserie. Ma anche in un terzo significato, quello psicoanalitico del meccanismo di difesa che dirotta certe pulsioni verso un’altra meta. Come qui, dove un grumo irrisolto si sublima chimicamente astraendo dal concreto dato esistenziale e psicologicamente facendosi poesia, ma con un pudore che evita il troppo detto e consegna sub-liminalmente al lettore i significati (e i fatti) riposti.

LEVANIA

 

Floriana Coppola vive e lavora a Napoli, docente di Lettere negli istituti statali  superiori, counselor  professionista  in Analisi Transazionale e Psicologia Esistenziale, perfezionata in Didattica e Cultura di genere e in Scrittura autobiografica, fa parte della Società Italiana delle Letterate. E’ presente in varie antologie. Le sue opere di poesia: Il trono dei mirti, ed. Melagrana onlus, 2005; Sono nata donna,  Boopen Led, 2010; Mancina nello sguardo,  La Vita Felice, 2012;  Femminile Singolare,  Homo Scrivens, 2016; Cambio di stagione e altre mutazioni poetiche, Oedipus, 2017;

 

 

 

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